Contesto
Il comparto del Tessile-Abbigliamento (TA) rappresenta uno dei settori manifatturieri più importanti in Europa, con un fatturato di circa 170 M€ prodotto da circa 127.000 aziende che occupano 1,8 milioni di addetti (fonte: SMI, 2010). In Italia il fatturato del settore TA ha raggiunto i 50 M€ nel 2010, con circa 53.000 aziende e 450.000 occupati. Grazie alla forte propensione all'export, il settore TA italiano presenta un saldo commerciale attivo.
La pressione competitiva esercitata dalle economie emergenti di paesi in forte crescita obbliga il settore TA europeo in generale, ed italiano in particolare, ad esplorare nuove vie di sviluppo capaci di coniugare i concetti di innovazione e sostenibilità in termini di sistemi di produzione flessibili ed eco-compatibili e di prodotti innovativi e di alta qualità, capaci non solo di soddisfare le esigenze dei mercati tradizionali, ma anche di penetrare in mercati nuovi e potenzialmente remunerativi grazie ad applicazioni ad alto valore aggiunto.
Grazie allo stimolo e al supporto di tecnologie emergenti quali le nanotecnologie, le biotecnologie, l'ICT, il modo di progettare, produrre e utilizzare i materiali tessili sta subendo una rapida evoluzione in risposta ad esigenze applicative sempre più complesse e sofisticate che emergono dal mercato. Alle tradizionali componenti estetiche di un tessile, che devono comunque essere preservate, si associano proprietà innovative strettamente legate alle prestazioni che il materiale dovrà svolgere (multifunzionalità).
Le biotecnologie, in particolare le biotecnologie industriali (White Biotechnology), sono una delle discipline più dinamiche e in forte crescita, capaci di incidere positivamente sullo sviluppo futuro della cosiddetta "knowledge-based economy", alla quale anche il settore TA deve obbligatoriamente tendere per trovare nuove opportunità di sviluppo. Questo obiettivo non potrà che essere realizzato nell'ambito di un nuovo contesto multidisciplinare e multisettoriale di collaborazione scientifica e tecnologica. In questo contesto, il settore delle biotecnologie industriali si propone con una forte propensione alle attività di R&S ispirate dal principio "learning from nature", nella consapevolezza che nuovi processi ecologicamente compatibili ed efficienti dal punto di vista energetico e nuovi prodotti basati su materie prime da fonti rinnovabili potranno porre le basi per attività industriali sostenibili che garantiranno sviluppo e prosperità all'Europa e all'Italia.
Le biotecnologie industriali possono trascinare il settore TA verso nuove opportunità di sviluppo mettendo a disposizione strumenti di grande potenzialità, quali:
- nuovi enzimi specifici e selettivi come alternativa ai prodotti chimici aspecifici comunemente impiegati nelle lavorazioni tessili;
- nuove materie prime di derivazione naturale come componenti attivi di ausiliari e finissaggi;
- nuovi precursori e polimeri fibrosi da fonti rinnovabili o prodotti con processi fermentativi come alternativa a precursori e polimeri derivati dal petrolio;
- nuovi processi a basso impatto ambientale per quanto riguarda i consumi di acqua ed energia e la produzione di rifiuti ed emissioni, e più sicuri per la salute dei lavoratori e dei consumatori;
- nuove funzionalità per i materiali tessili di base, capaci di emulare quelle proprie dei sistemi biologici (self assembling, self healing, interattività, biocompatibilità, ecc.).